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Tuesday, June 30, 2009

Alla Ricerca della Pace 3




La volta scorsa che i miei fratelli erano in Italia hanno comprato per me un piccolo libro intitolato Dalai Lama: Il mio Tibet libero: Un appello di umanita' e tolleranza (Urra, 2008) e mi pace molto lo leggere. E' un libro molto chiaro, scritto in uno stile semplice ma e' pieno di saggezza. Io sono quasi buddista e mi piace molto la pace che il Dalai Lama possiede. Lui ha un sorrido smagliante e mi sembra che sorrida sempre. Ecco qualche parola del suo discorso al Parlamento Europo di Strasburgo, 14 Ottobre 2001:

La communita umana sembra senza dubbio essere giunta a un momento di svolta della sua storia. Il mondo odierno di chiede di accettare l'idea che tutti gli esseri umani sono parte di una stessa famiglia. In passato, le communita' potevano ancora immaginarsi fondamentalmente separate le une dalle altre. Oggi, invece, come ci hanno insegnato i tragici eventi accaduti negli Stati Uniti, qulsiasi cosa accada in una determinata regione finisce per influenzare molte atre aree. I Paesi del mondo sono sempre piu' interdependenti. Alla luce di questa nuova situazione, la difesa dell'interesse personale rende ovviamente indispensabile considerare anche l'interesse degli altri. Se non iniziamo a coltivare e premuovere un senso di responsabilita' universale, il futuro e' in pericolo. (Op. cit., 46)

Dobbiamo tutti coltivare un senso di responsabilita' universale - In nostra scuola qui a Dublino abbiamo fatto un legame con una piccolo posto chiamato Kabwe in Zambia. Questa attività benefica (o di beneficenza) ha un sito di internet - clicca qui per vederlo: Zamda




Wednesday, August 13, 2008

Sicilia 8





































Giardini Naxos

Abbiamo passato una buona giornata a Giardini Naxos. Questo bellissima città un tempo fu chiamata Naxos Siceliota, prima colonia greca in Sicilia. Il sito ufficiale afferma che:

La storia della città di Giardini Naxos può essere ripartita in due diverse vicende quella di Naxos prima colona greca di Sicilia e quella del “Borgo delli Giardini” divenuto Comune autonomo nel 1847.

"Naxos prima colonia greca in Sicilia”, venne fondata nel 735/734 dal Condottiero Teokles (Ateniese o forse Calcidese), diventando il primo approdo per chi veniva dalla Grecia. Secondo quanto è stato tramandato dagli storici, i Greci al loro arrivo nella baia, eressero sulla rada un’Ara dedicata al dio Apollo Arkegete, divinità protettrice per quanti affrontavano lunghi viaggi. La città, divenne in poco tempo meta di numerosi pellegrinaggi religiosi e questo contribuì a far si che la colonia diventasse una città opulenta circondata da un area rigogliosa dove crescevano in abbondanza vigneti ed uliveti che trasformarono il territorio in un luogo ameno...

L’alleanza con Atene durante la guerra del Peloponneso fu causa della sua distruzione da parte di Dionisio di Siracusa alleato di Sparta il quale con uno stratagemma riuscì ad espugnare la città. Dopo la distruzione i Naxioti che riuscirono a sfuggire alla morte ed alla prigionia si rifugiarono presso le altre colonia amiche nell’entroterra dell’Isola. Finisce così la storia della prima colonia greca di Sicilia dopo oltre trecento anni di vita. Negli anni che seguirono la baia ed il territorio circostante, fu abitato da pescatori e da piccoli nuclei di contadini...

Nel ‘700 il territorio che intanto era diventato una Contrada di Taormina, venne denominato “il borgo delli Giardini” per la presenza di numerosi aranceti e limoneti (nell’attuale area turistica di Recanati)...

La città venne denominata “Giardini Naxos” a partire dal 1978, quando allo storico nome di “Giardini” fu aggiunto quello di “Naxos” a ricordo della prima colonia greca in Sicilia. (vedi questo link qui: GN)


Quando siamo arrivati a Giardini Naxos abbiamo pranzato in un buon’ ristorante ma non mi ricordo il suo nome. C’è una baia lunga bella a Giardini ed abbiamo camminato il lungomare fino al museo archaeologico. Questo museo è molto interessante perchè si può leggere tutta la storia di Naxos nella forma degli antici artefatti che sono in mostra. Poi abbiamo camminato fino agli scavi dell’antica città di Naxos. Non faceva troppo caldo e abbiamo potuto camminare abbastanza facilmente.

Circa le sei siamo partiti in treno per Letojanni. Ci siamo divirtirti molto a Giardini Naxos. Alla prossima volta!


Tuesday, August 12, 2008

Sicilia 7




























La Degustazione di Vini

Come ho già detto abbiamo prenotato una gita per fare la degustazione di vini. Ci piacciono molto i vini particolarmente quelli d’Italia. Abbiamo preso il pullmann circa le tre nel pomeriggio. Eravamo circa trenta persone e siamo partiti per una vigna dove assaggeremo dei vini. La vigna si chiamo Gambino ed è situata in vicino al villagio di Linguaglossa. Il titolo pieno è l’Azienda Agricola Gambino Maria Linguaglossa. Il loro sito è qui: Vini

Quando siamo arrivati all’Azienda Gambino uno dei lavoratori ci ha dato una schieda assaggio vini. C’erano cinque vini – Tifeo Bianco, Tifeo Rosso, Cantari Bianco, Cantari Rosso e finalmente Alicante Rosso. Tutti questi vini erano saporiti o gustosi. Il mio preferito è stato il Tifeo Bianco. Il sito ufficiale dice:

Tifeo Bianco:

Etna DOC - VQPRD
COLORE: giallo paglierino brillante
PROFUMO: fruttato di agrumi e mele con sentori floreali
di zagara, mimosa e ginestra dell'Etna
SAPORE: fresco, secco, con acidità accattivante ma non
eccessiva e retrogusto fruttato di mela dell'Etna
ABBINAMENTI GASTRONOMICI: formaggi freschi siciliani,
gamberetti marinati con fichi secchi e melone, tagliolini
con scampi e pistacchio di Bronte, dentice all'acqua di mare
ZONA DI PRODUZIONE: Azienda Agricola Maria Gambino - Linguaglossa
VITIGNI: Carricante, Catarratto, Minnella
TIPO DI TERRENO: vulcanico, ricco di sali minerali
SISTEMA DI ALLEVAMENTO: spalliera 220x90
DENSITA' D'IMPIANTO: 4.500 piante per ettaro
RESA UVA/HA: 70-80 q.li per ettaro
VINIFICAZIONE: in bianco
ACIDITA' TOTALE: 6-6,5 gr./litro
INVECCHIAMENTO: 4 mesi in acciaio inox
AFFINAMENTO: 2 mesi in bottiglia
GRADAZIONE ALCOLICA: 11,5-12% Vol.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 12-14 °C
MODO DI CONSERVAZIONE: nella parte bassa dello scaffale in posizione orizzontale, in ambiente fresco a giusta umidita e temperatura di 15°, lontano da fonti luminose e rumori.


Ho comprato tre bottiglie di Tifeo Bianco. Non ho potuto ne comprare di più perchè ho dovuto li mettere nella mia valigia per li riportare all’Irlanda. Il sito indica che

L’azienda agricola Gambino è un luogo ideale per trascorrere dei momenti immersi nella natura dell’Etna, dei buoni sapori locali e dell'allegria. La degustazione dei vini è accompagnata dall’assaggio di prodotti tipici locali.E’ possibile visitare l’azienda e assistere alla proiezione del video sui sistemi di vinificazione.


Dopo la degustazione abbiamo partiti per Castiglione di Sicilia. Questa città magnifica non è lontano da Linguglossa. La storia di Castiglione è insita nel suo nome, Castel Leone, antica fortificazione che dominava la valle dell'Alcantara, i cui resti sono ancora visitabili. Il loro sito dice:

Fu abitata dai Greci già dal 403 a.C., che avevano capito sin d'allora il punto nevralgico in cui era situato, e costruirono sulla rocca un punto d'avvistamento fortificato a controllo dell'unica via d'accesso per l'interno della Sicilia.

Nel corso dei secoli si avvicendarono romani, che costruirono ponti, arabi che rivoluzionarono i sistemi d'irrigazione e giunsero persino ad allevare coccodrilli nel fiume Alcantara, normanni e svevi , sotto i quali Castiglione divenne città regia, e Ruggero di Lauria, ultimo feudatario.

Castiglione si sviluppò e prosperò sotto tutte le dominazioni: il castello continuava a fortificarsi, si costruivano chiese e palazzi, grazie alla ricchezza proveniente dalla coltura e dalla lavorazione del lino e delle nocciole.

Paese pieno di storia e di leggende: al castello ne sono legate moltissime, ma anche alle cube basiliane , ed al cosidetto "cannizzu", una torre d'avvistamento che si racconta sia stata spaccata in due da un terribile fulmine.

Il paese è collocato a 621 mt. s.l.m., controlla visivamente un vasto territorio e domina il fiume dell'Alcantara con gran parte della valle omonima. Ad oggi, comprende sette frazioni: Rovitello, Solicchiata, Passopisciaro, Verzella, Gravà, Mitogio e Castrorao.
Clicca qui per vedere o accedere al sito: CDS

Abbiamo pranzato circa le otto in un ristorante chiamato La Porta Del Re che anche ha un sito web: PDR

LA PORTA DEL RE ha un ambiente accogliente e rilassante, una cucina semplice e naturale con i prodotti di prima qualità, che solo la ricca terra Siciliana produce. Dal vino al pane all’olio alle carni alle verdure ai salumi ai formaggi, tutti sapori la cui genuinità, la fragranza e la freschezza sono garantite dai produttori locali.

Insomma ci siamo divertiti molto e abbiamo dormito bene quella notte.

Monday, August 11, 2008

Sicilia 6

























Ancora Una Volta a Catania

Letojanni ha una piccola stazione ferroviaria e siamo potuti andare in treno a Catania. Questo viaggio non è lungo oppure costoso. Ci vuole circa venticinque minuti per fare questo viaggio – una distanza di cinquantasette chilometri. I treni da Letojanni non sono troppo frequenti ma sono abbastanza affidabili.

Questo viaggio e'stato la seconda volta per noi a Catania. Eravamo là due anni fa e ci è piaciuta molto la città. C’è anche una provincia di Catania così come una città e questa provincia catanese comprende 58 comuni per una superficie totale di 3.552 kmq e più di un milione di abitanti.

La citta' di Catania è principalmete nota grazie alla vicinanza estrema con il piu' grande vulcano europeo ancora attivo, l'Etna, che ha sempre giocato un ruolo preponderante nella storia cittadina. Le sito Catania-Sicilia dice:

“Nonostante alcuni eventi nefasti, come alcune eruzioni molto violente di questo vulcano ed almeno tre grossi terremoti ancora oggi ricordati a causa dell'ingente numero di vittime e la distruzione che essi determinarono e l'epidemia del colera verificatesi verso la fine del 1800, la citta' ha saputo sempre rinnovarsi e ricostruirsi dimostrando un forte senso di sopravvivenza ed un forte orgoglio cittadino.” (Vedi questo link Catania )

Catania è famoso per la sua forte devozione per la Santa Patrona, S. Agata, festeggiata nei primi giorni del mese di febbraio ed anche per aver dato i natali a personalità illustri per la musica e la letteratura, come Vincenzo Bellini e Giovanni Verga.

Dalla stazione centrale Patrizio ed io abbiamo camminato fino al duomo. La Cattedrale di Sant'Agata è il duomo di Catania ed è ubicata sul lato est della omonima piazza. È dedicata a Sant'Agata, la santa, vergine e martire, patrona della città di Catania. La Wiki spiega:

“L'edificio attuale è opera dell'architetto Gian Battista Vaccarini che disegnò la facciata, in stile barocco siciliano, riedificata, nel 1711, dopo il terremoto del 1693. Il prospetto è a tre ordini compositi in stile corinzio e attico completamente in marmo di Carrara. Il primo ordine è costituito da sei colonne di granito di fattura antica provenienti forse dal Teatro Romano. Il secondo ordine ha anch'esso sei colonne grandi e due piccole poste ai lati dell'ampio finestrone centrale. Tutti gli ordini sono adornati con statue marmoree di sant'Agata al centro sulla porta centrale, sant'Euplio a destra e san Berillo a sinistra. Il portone principale in legno è costituito da trentadue formelle, finemente scolpite, illustranti episodi della vita e del martirio di sant'Agata, stemmi di diversi papi e simboli della cristianità.” (Clicca sul questo link qui: Il Duomo)

Abbiamo pranzato in un buon ristorante proprio davanti al duomo. Poi abbiamo camminato fino all’ anfiteatro Romano ed andando a questo posto abbiamo visto l’università di Catania. Poi abbiamo fatto il Giro Turistico di Catania – “percorso turistico della Catania Monumentale, Archeologico, Museale, Storico e Religioso” come dice la pubblicità. Il mezzo di trasporto era un piccolo treno la capacità di cui era cinquantaquattro posti a sedere. Abbiamo visto anche due carabinieri a cavallo nella Piazza Duomo.

Verso le sei siamo andati alla stazione per prendere il treno per Letojanni. Mentre aspettavamo il treno abbiamo incontrato un australiano giovane ed anche un catenese giovane e abbiamo fatto una converzatione lunga con loro perchè il primo treno è stato cancellato. Ci piace molto incontrare persone nuove in viaggio. Penso che sia stimolante.

Saturday, August 09, 2008

Sicilia 3






















Ancora Una Volta a Taormina

Mentre scrivo questa posta piove fortemente – anche ci sono tuono e fulmini – il tempo “buono” d’Irlanda ma non mi ricordo mai – e ho cinquanta anni – un’estate così piovoso come quest’estate. Siamo in pericolo di essere inondati ancora qui a Dublino. Mi mancano il bel tempo della Sicilia e di Taormina ed i cieli azzurri ed il sole d’Italia. Ma ci sono sempre i miei sogni!

Il secondo giorno di nostra vacanza abbiamo preso l’autobus per Taormina. Gate 2, il sito ufficiale dell’Azienda Autonoma Siggiorno e Turismo di Taormina ha una buona introduzione alla città: Mi piace questa perchè è semplice e molto comprensibile: Vedi questo link per le tre citazioni sotto: Taormina


“Peregrinando nel suo viaggio in Sicilia, Johann Wolfgang Goethe giunse nel 1787 a Taormina e rimase estasiato dall’incantevole scenario.
"A destra su due alti rupi stanno castelli, sotto si stende la città-scrisse nel suo diario - e benché queste costruzioni siano di un’epoca recente, si deve pur pensare che anche anticamente ce ne stavano sullo stesso posto. Poi si vede tutta la schiera dell’Etna, a sinistra la spiaggia fino a Catania, o magari a Siracusa; l’enorme fumante montagna di fuoco chiude l’ampia veduta, senza nulla di spaventoso; l’atmosfera si addolcisce e la fa sembrare più lontana e più mite di quanto è in realtà".

Il 6 Maggio di quell’anno il grande viaggiatore tedesco ammirò anche l’anfiteatro e riposandosi sulle gradinate superiori ammise "che mai il pubblico di un teatro ebbe avanti a sé una simile visione".
Parole scritte oltre 200 anni addietro. Oggi quasi nulla è cambiato.
Gli angoli, le atmosfere, i colori di Taormina incantano i nuovi viandanti così come incantarono Goethe.

In ogni stagione il suo fascino irresistibile cattura sia coloro che amano una vacanza tranquilla, a contatto con la natura, sia quelli che la desiderano carica di movimento, emozioni ed incontri. Inoltre i grandi appuntamenti internazionali con la cultura contribuiscono a fare di Taormina il polo di riferimento per la conoscenza di tutte le altre realtà turistiche siciliane.”


Abbiamo camminato per le belle strade della città. Anche abbiamo visitato l’Amfiteatro Greco – la mia terza volta di verderlo. Il sito ufficiale dice:

“Il Teatro Antico: E’ greco o romano? Un interrogativo che ha sempre fatto ampiamente dibattere esperti e critici. Per tagliare ogni discussione in merito, basterebbe ricordare che Taormina fu una "Polis" greca fin dalla sua origine e che ogni città del mondo greco antico aveva il suo Teatro dove si recitavano le tragedie di Eschilo, Sofocle, Euripide, e le commedie di Aristofane, tanto per citare gli autori più conosciuti.

Il Teatro di Taormina è, per grandezza il secondo in Sicilia dopo quello di Siracusa. E per la costruzione si calcola che siano stati necessari decine di anni. Le misure attuali sono di cinquanta metri di lunghezza, venti metri in altezza, il che comportò la rimozione di qualcosa come centomila metri cubi di pietra.

Un’altra prova che il teatro sia di origine greca è dai blocchi di pietra di Taormina (un quasi marmo) ben squadrati che si trovano sotto la scena del Teatro e che sono il classico esempio del modo di costruire dei greci antichi.”


Anche ci è piaciuto molto Il Giardino Pubblico dal quale si può vedere una vista magnifica della baia intera. Lo stesso sito anche è interessante riguardo a questo bellissimo giardino:

Il Giardino Pubblico:

La Villa comunale, intitolata al duca di Cesarò deputato all’epoca della sua costituzione del collegio di Taormina, proviene dalla donazione della famiglia Cacciola-Trevelyan, della fine degli anni ’20. All’interno, tra una folta vegetazione, tipicamente mediterranea nel districarsi di siepi ed aiuole, i viali in acciottolato collegano in senso longitudinale i quasi tre ettari di parco.

Tra le essenze pregiate, alcune rare e di eccezionale bellezza, si snoda un viale di ulivi dedicato ai caduti delle varie guerre. Caratteristiche sono le torrette arabescate stile pagoda cinese in mattoni e contornate di pomice lavica volute dalla nobildonna inglese Florence Trevelyan, convinta ornitologa, la quale in quelle torrette si dilettava a studiare gli uccelli. In alcune piazzole cimeli dei due conflitti mondiali e al limitare del naturale "Teatro di Verzura" il monumento ai caduti di tutte le guerre.”


Metto qualche foto sopra di queste cose da vedere a Taormina.

Tuesday, August 05, 2008

Roma Magica
















Altri Luoghi Interessanti a Roma


Ogni volta che vado a Roma vedo cose nuove – sia antiche che moderne. Come ho detto molte volte – non posso mai essere annoiato a Roma perchè la Città Eterna è così interessante. Questa posta sarà l’ultima per il momento reguardo a Roma. Spero di scrivere di più nel futuro dopo altre visite.

Come di solito ci sono molte cose storiche tutto intorno a se a Roma. Per esempio, non lontano dalla Stazione Termini c’è la Piazza della Repubblica. Piazza della Repubblica, fino agli anni Cinquanta piazza Esedra (come è ancora conosciuta localmente), è una piazza di Roma situata a pochi metri dalla Stazione Termini, di fronte alle Terme di Diocleziano. Dalla piazza parte una delle vie fondamentali della città, via Nazionale. C’è una fontana magnifica proprio nel centro della piazza chiamata Fontana delle Naiadi ed è opera del palermitano Mario Rutelli.

Anche c’è una chiesa molto interessante nella stessa piazza e si chiama La Basilica di Santa Maria degli Angeli. Il suo sito dice succintamente: “S. Maria degli Angeli e dei Martiri alle Terme di Roma” è “l’ultimo grandioso progetto architettonico del genio di Michelangelo, monumento di storia, fede, arte e scienza” e continua l’antica storia della basilica:

Piazza dell'Esedra, con la maestosa Fontana delle Naiadi, è una delle più moderne piazze di Roma, ma il luogo dove sorge ha una storia molto antica, la storia delle Terme di Diocleziano. Costruite in solo 8 anni dal 298 al 306 dopo Cristo, rimangono le più grandi di Roma e del mondo romano.

La costruzione assorbì migliaia e migliaia di braccia, a Roma e oltremare: greci ed egiziani nelle cave dei marmi pregiati; carpentieri, che nelle foreste dovevano provvedere al legname per le impalcature, le armature delle volte e degli archi; trasportatori, addetti alle vettovaglie e al vestiario... La basilica di Santa Maria degli Angeli si sviluppa nell'aria centrale su quello che era il frigidarium delle antiche terme. Desta meraviglia il virtuosismo della copertura del Frigidarium, composta da tre grandi Volte a Crociera.

Alla trasformazione del frigidarium in navata della chiesa pose il suo ingegno Michelangelo su incarico del Papa Pio Quarto, che volle esaudire il desiderio del devoto sacerdote siciliano, Antonio Lo Duca. E per quanto enorme sia l'aria adibita a chiesa, bisogna immaginare che questa occupa solo il corpo centrale delle terme, che in tutto ricoprivano una superficie di centotrentamila metri quadrati. L'attuale transetto ne occupa novanta virgola ottanta per ventisette.
(Vedi questo link magnifico: Storia)

Sunday, August 03, 2008

Antica Roma





























Antica Roma

Veramente non sono storico professionale ma come tutti mi piace molto leggere i fatti principali della nostra storia come una civiltà ed anche mi piace visitare i luoghi storici della stessa civiltà. Senza dubbio i Romani ed anche i Greci sono le due civiltà più importanti per noi in Europa. Veramente come ho già detto queste due sono la culla della civiltà moderna europea. Quando vado a Roma mi piace molto camminare e passegiare per le belle strade dell’ Antica Roma – parlo senza dubbio del Colosseo, d’Arco di Costantino, Via Sacra, Piazza di Venere e Roma, Arco di Tito – tutti questi monumenti storici che formano i Fori Romani o come si dice in Inglese – The Roman Forum. Di solito si ottiene una piantina della città in ogni albergo. Quasi tutti gli alberghi a Roma hanno delle piantine gratuite per visitatori e se sono semplici sono buone.

Di solito mi fermo in un albergo non lontano dalla Stazione Termini. Di là è facile prendere gli autobus o ancora andare a piedi visitare le cose da vedere. Non lontano dalla stazione si può visitare il Colosseo ed il Foro Romano. Se è stancho si può prendere la metroploitana dalla Stazione Termini al Colosseo.

I Fori Imperiali consistono di questi fori: Foro di Augusto, Foro di Cesare, Foro di Nerva, Foro della Pace, Foro di Traiano e Marcati di Traiano. Si può camminare dal Colosseo e poi sotto l’Arco di Costantino e poi per tutte le antiche strade dell’Antica Roma – il Foro Romano ma non si può entrare gli altri fori imperiali ma si può guardare gli scavi dalla Via dei Fori Imperiali.

Il WIKI dice:
“Il Foro Romano (Forum Romanum, sebbene i Romani si riferissero ad esso più spesso come Forum Magnum o semplicemente Forum) era situato nella valle compresa tra il Palatino ed il Campidoglio e costituì il centro commerciale, religioso e politico della città di Roma. La valle del Foro, paludosa e inospitale, venne utilizzata tra X e VII secolo a.C. come necropoli dei primi villaggi stanziati sulle colline circostanti. Solamente verso il 600 a.C., ad opera del re etrusco Tarquinio Prisco, venne drenata con la costruzione della Cloaca Massima e ricevette una pavimentazione in tufo; la piazza di forma rettangolare nacque come luogo di mercato oltre che per lo svolgimento della vita politica e giudiziaria, in un punto centrale della città verso cui convergevano molte importanti strade, la più importante delle quali era la Via Sacra, che correva dalle pendici del Campidoglio fino all'Arco di Tito.” (Vedi questo link qua: Foro Romano



La via Sacra è l’antica via di Roma, che collegava il Palatino con il Campidoglio, su cui si trovava l'edificio di culto più importante di Roma, ossia il tempio di Giove Ottimo Massimo. La pavimentazione attuale è di epoca augustea, rialzata rispetto a quella originale di epoca regia.

Generalmente il visitatore comincia con il Colosseo, continua poi sotto l’Arco di Costantino - un arco trionfale a tre fornici (con un passaggio centrale affiancato da due passaggi laterali più piccoli)- poi vede il tempio di Venere e Roma - (templum Veneris et Romae) era il più grande tempio conosciuto dell'antica Roma. Situato nella parte est del Foro romano occupa tutto lo spazio tra la basilica di Massenzio e il Colosseo. Era dedicato alla dee Venus Felix. Poi il visitatore passa sotto l'arco di Tito – un altro arco trionfale ma ad un solo fornice (ossia con una sola arcata), posto sulle pendici settentrionali del Palatino, nella parte occidentale del Foro di Roma. Dopo questo il visitatore vede sul lato sinistro la Basilica di Massenzio e il tempio del Divo Romolo; poi sul lato destro la Regia e il tempio del Divo Giulio (dalla Velia a qui si chiamava Sacra via summa). Dopo sul lato sinistro vede il tempio di Antonino e Faustina. Poi a sinistra, passa accanto al tempio di Vesta e passa sotto l'Arco di Augusto - è un altro arco trionfale eretto nel Foro Romano in onore di Augusto. Veramente ci sono stati tramandati due archi in onore di Augusto nel Foro, l'"arco partico" e l'"arco aziaco". Poi il visitatore passa sotto l'Arco di Tiberio. Adesso si è non lontano dai Rostri - I Rostri (in latino Rostra) erano le tribune nel Foro Romano dalle quali i magistrati tenevano le orazioni. Il nome derivava dalle prue delle navi nemiche (rostrum appunto) strappate dai Romani durante la vittoriosa battaglia di Azio, che vennero qui collocate nel 338 a.C. Poi il turisto passa sotto l'arco di Settimio Severo e in prossimità della Curia. Quest' arco anch’ è un arco trionfale a tre fornici simile all’ Arco di Costantino (con un passaggio centrale affiancato da due passaggi laterali più piccoli), sito a Roma, all'angolo nord-est del Foro Romano. Poi si può girare attorno al tempio di Saturno, dove iniziava il clivio capitolino, ossia la strada che conduceva sino al Campidoglio. Costeggia sul lato destro il tempio della Concordia e il tempio di Vespasiano. Alla fine termina dinanzi al tempio di Giove Ottimo Massimo.

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